“Isekai”: la più recente Moda in campo Anime.

Oggi continuiamo la serie delle analisi terminologiche iniziata con gli Spokon, ovviamente iniziamo con la definizione.

Che cosa si intende per Isekai?

L’Isekai è un sottogenere del Fantasy riguardante la traslazione di un protagonista dal nostro mondo ad un’altro. Le caratteristiche di questo nuovo mondo devono essere di stampo prettamente fantastico con forti rimandi all’Epica Tolkeniana. Pochissimi sono i casi che sfuggono all’ultima postilla.

Attenzione però, molta attenzione: come dopo avrò modo di approfondire, la moda isekai nasce nel 2012 con Sword Art Online ed i suoi “cloni” che derivano dall’innegabile successo di questo moderno padrino anime (non come adattamento ma a livello di visualizzazioni). Questo ha portato un po’ di confusione in quanto tutte le opere del genere si sono più o meno adeguate agli standard settati facendoci credere che fin dal principio quelle fossero le regole di questo universo tipologico. Prima di SAO non era mica tutti così gli isekai, neanche adesso se è per quello, comunque, se dico che pochissimi casi sfuggono alla sopracitata postilla ci sarà un motivo. Il genere in effetti è diventato molto più prolifico da Kirito in poi, prima di quello si fatica a trovare un periodo di grossa produzione e volendo citare anche solo un anime “Isekai no Seikishi Monogatari” è parecchio diverso nella sua grammatica accessoria. Qui in effetti si potrebbe aprire anche un discorso sul fatto che se un pattern nasce come tale e da un certo punto in poi tutte le storie che lo riguardano lo modificano a quel punto forse il pattern non è più tale e si modifica in base alle regole che da quel momento in poi sono diventate consuetudine.

Detto questo le caratteristiche secondarie possono variare da opera ad opera ma solitamente seguono un mood predefinito dalle vicende di Aincrad:

  • Il protagonista è un Neet o un Hikikomori che esprime più volte il desiderio di evasione dalla sua realtà di partenza;
  • A prescindere da chi il protagonista sia, ha delle eccezionali capacità in ambito videoludico o dei poteri particolari nel nuovo mondo;
  • Il nuovo mondo poterebbe essere quello di un videogioco;
  • Il protagonista è in qualche modo prescelto o comunque se non è tale riesce a sviluppare capacità superiori rispetto agl’altri che lo rendono la chiave di volta della situazione.
Youjo Senki: Isekai del 2017

Detto papale papale: non è che si possano fare chissà quali analisi sul genere isekai anche perchè nasce nel 1992 con il manga “Yu Watase”; è parecchio moderna come cosa. Però io non mi do per vinto e qualcosina di interessante riusciamo comunque a tirarla fuori.

Allora, la moda degli isekai scoppia nel 2012 con Sword Art Online. In un articolo di everyeye.it dell’8 aprile 2019 a cura di Gabriele Laurino viene dichiarato che Sword Art Online non è un isekai a seguito di un intervista con l’autore stesso che lo precisa esplicitamente, tale Reki Kawahara. Ora, qui ce qualcosa che non mi quadra: nel 2002 viene prodotta la serie animata di .hack//SIGN di stampo indiscutibilmente isekai, poichè probabilmente è la prima opera che definisce quell’incipit così particolare di essere intrappolati in un videogioco come facente parte del genere. Quindi o Kawahara voleva darsi un tono in modo che la sua fatica non fosse accomunata ad un genere già esistente oppure tutto il mondo non ha capito niente… a voi l’ardua sentenza! Sorge spontaneo chiedersi se quella sparata sia stata fatta con la consapevolezza che ultimamente gli Isekai sono considerati prodotti di scarso valore e bruttini; ma se così fosse sarebbe ancora più grave poichè vorrebbe dire che Kawahara, autore famoso a livello mondiale e quindi addetto a lavori di inestimabile esperienza, non considererebbe la possibilità di anime validi anche in questo campo. Cosa che sappiamo per certo non essere così, basta solo citare gli esempi di “Re:Zero” e “Tanya of The Evil”. Anche volendo togliere dal piatto la qualità del prodotto, che in questo discorso potrebbe essere fine a se stessa, non si può comunque dubitare dell’originalità di alcuni tra gli stessi come “Vita da Slime” che stabilisce delle regole vere e proprie del processo di traslazione da un mondo all’altro o “Hagure Yuusha no Estetica” (nato nello stesso anno dell’adattamento animato di SAO) che non solo ribalta gli stilemi del genere ma dona anche degli approfondimenti mica da ridere. Di fatto quest’ultimo risponde a domande particolari e non scontate, del tipo: ma sti eroi tornano al loro mondo? Oppure vanno da qualche altra parte? E se vanno da qualche altra parte, cosa fanno li?

Fatto sta che anche se Sword Art Online non fosse un isekai comunque ha messo in moto il fenomeno come mai prima d’ora all’interno del media. Fate voi che dopo la conclusione della prima serie nel 2012 dal 2013 in poi si sono susseguiti una quantità di titoli senza senso, ne cito 10 per fare degli esempi ma non mi sorprenderei se il computo arrivasse a 70 o più: Log Horizon, Overlord, No Game No Life, DanMachi, Mondaiji-tachi ga Isekai kara kuro so desu yo?, Hai to Gensou no Grimgar, GATE Jiteai Kanochi nite Kaku Takaeri, Cautios Hero, Rising of the Shield Hero, Konosuba. Per il resto potete voi stessi andare a verificare su Animeclick.it.

Il fatto che abbia citato Konosuba per ultimo è voluto: l’opera prende in giro i pretesti e le situazioni tipiche degli isekai e proprio ciò altro non è che la riconferma di un fenomeno così tanto esploso e così tanto di moda. Il fatto che l’anime che parodizza il genere sia andato così bene vuol dire che vi è stata una cavalcata di un’ onda ancora tanto alta, non per niente così tanti Anime Watcher si dichiarano un po’ stufi degli isekai. Quello però dipende anche da un’altro problema.

Sword Art Online: il suo autore dice che non è un Isekai…

Il problema degli Isekai che non è un problema…

A prescindere dal fatto che se un anime non vi piace potete anche non guardarlo è anche vero che questa saturazione del modello ha da vita ogni anno ad adattamenti di Light Novel con una qualità molto discutibile; fermo restando che il rapporto tra sterco e oro non mi sembra così diverso da tutti gl’altri generi. Certo è che se continuano ad essere prodotti vuol dire che volenti o nolenti si lasciano guardare ed questo il nocciolo della questione. Nel magico mondo internettiano l’opinione per la quale la categoria in questione dovrebbe essere rinnovata è comune ed io al riguardo penso: ma di cosa stiamo parlando?

Raga ma cosa bisogna rinnovare di un genere che ha appena trent’anni? Di cui gli ultimi 25 non li ha praticamente vissuti! Il mercato della fumettistica e dell’animazione nipponica non smuove noccioline: incrociando i dati della All Japan Magazine and Book Publisher’s and Editor’s Association con quelli della Association of Japanese Animation il computo totale risulta di 18,5 miliardi di euro! Gli editori non possono approvare storie che rimescolino le carte sul tavolo se non sono assolutamente certi del successo della cosa perchè squadra che vince non si cambia. Qui non stiamo neanche più discutendo di anime e manga, ci stiamo addentrando in un territorio per il quale se non si conoscono le basilari regole dell’economia non si può neanche partecipare al dibattito; è la tesi economica della Mano Invisibile di Adam Smith che c’è lo dice: un prodotto non si rivoluziona quando è saturo il mercato ma quando non si vende più, e vado a ripetere che gli isekai vengono guardati! La sperimentazione è bella e giusta ma solo se la becchi come si deve al primo colpo ma questo concetto vale ormai per tutto: il mondo è diventato un meccanismo ipercomplesso ed ultraintersecato tra le sue parti e tra le varie cose che ciò va a determinare vi è anche il fatto che non si può più fallire, perchè ogni sconfitta costa troppo cara.

Voglio chiudere l’articolo con un parallelismo in modo da meglio farvi figurare l’ultimo concetto espresso.

Quando è nata la Formula 1 di gara in gara la forma della macchine cambiava ed il motivo era la sperimentazione di molteplici fattori, al giorno d’oggi in quei circuiti non è più possibile fare una cosa del genere perchè gli elementi della vittoria sono stati scoperti ed affinati fino ad un limite massimo, se non si rispettano non si vince; e quando per ogni gara sfrecciano a 300 km/h investimenti da 250 milioni di dollari non puoi permetterti di testare con la possibilità di perdere.

Gli isekai con il tempo miglioreranno perchè sperimenteranno anche loro, solo lo faranno in maniera molto più cauta e dilazionata nel tempo; poichè hanno avuto la sfortuna di nascere in periodo moderno ed esplodere in un periodo contemporaneo.

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Chi è “Balverino”?

Salve a tutti,

Allora il mio nome da Blogger è Balverino e desidero dare a tutti voi una brevissima introduzione al mio personaggio e a questo blog.

Net-juu no Susume

Non facciamola troppo lunga: gli Anime li ho vissuti come ogni buon italiano nato nei primi anni ’90 con i “Pokémon” su “Italia 1” e da lì “Dragon Ball” e compagnia bella, la passione vera e propria si è scatenata poi in tutta la su follia durante il mio ventesimo anno di età con la visione di “Sword Art Online”. Adesso di anni ne ho 27 ed ho collezionato 600 opere sviluppando quello che è il mio personalissimo gusto. Non giusto, non sbagliato, personale.

Lo scopo del Blog è semplice: gli anime per me non sono ne una passione, ne ossessione; molto più semplicemente sono la mia ragione di vita e necessito di qualcuno con cui parlarne, in sunto uno sfogo vero e proprio. Ci provai già collaborando gratuitamente con alcuni forum specializzati come il “NIT” (“Naruto Italian Team” oggi diventato l'”AnimeHero Forum“; ancora oggi sono presenti miei articoli sotto lo pseuodonimo di AnimeFanatic) ma desideravo qualcosa di mio e quindi eccomi qua. Non solo, se vi è qualcosa che ho sempre odiato è la ricerca spasmodica in internet, causa carenza di info, per riuscire a cavare qualche ragno dal buco nel momento stesso in cui vado a cercare di reperire spiegazioni semplici per fare chiarezza su anime particolarmente complessi. In questo blog trasparenza narrativa e completezza sono le parole d’ordine: avete bisogno di elucubrare su un particolare universo narrativo ma non riuscite a trovare spunti ordinati e ben definiti da cui partire? Bene, qui lo avrete. Ma non mi fermo neanche in questo punto: universi narrativi, collegamenti filosofici e psicologici, paragoni, confronti visivi e chi più ne ha più ne metta; qui vi togliete ogni dubbio. Nel caso in cui quest’ultimo pensiero ti stesse particolarmente a cuore ne parlo più nel dettaglio all’interno di questo articolo.

La strutturiamo in questo modo: rendiamole facile; un articolo il più spesso possibile e posts su Facebook ed Instagram inerenti lo stesso. Su Facebook ci mettiamo anche il videocommento di quanto ho scritto così da approfondire e su Instagram qualche foto carina a tema anime e piccole registrazioni d’impulso per chiudere il cerchio. Per tenervi aggiornati sugl’articoli in uscita farò in modo di postare una storia prima e dopo ogni scrittura, cosicchè possiate organizzarvi al meglio per la fruizione del tutto.

Ho abilitato le opzioni in modo tale che possiate commentare anche senza iscrivervi, quindi potete esprimere la vostra anche se siete solo di passaggio. I commenti vengono approvati in automatico senza che siano moderati, sono per la libera espressione, infatti non cancellerò mai nessun commento ed ho anche inibito il plug in per la cancellazione automatica dopo tot. giorni.

Per me oggi inizia un percorso… insieme a voi“.

Ciò non dimeno non voglio dirvi cazzate: la passione esiste ed palpabile tanto è intensa, ma come ogni cosa che raggiunge certi livelli si punta a farla diventare una professione. Se io riuscissi a rendere quello che scrivo il mezzo con cui mangio sarei la persona più realizzata della terra, di conseguenza nel non mentirvi dichiaro che anche questa è una base sul quale voglio edificare uno spazio mio che comunque è dedicato a chi mi seguirà. Io adoro essere esperto in questo campo ed esprimere opinioni sul tale, non solo, a costo di sembrare arrogante la mia ambizione risulta tutt’altra: la struttura che avete sotto gl’occhi deve diventare il principale punto di riferimento per la cultura anime in Italia per espanderla, diamine vorrei poter andare in radio e tv in modo da dichiararlo con fierezza una volta riuscitoci.

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