Ma io, sti Anime, dove li guardo?

Facciamo così, io adesso premetto tutto ciò che devo premettere e poi andiamo spediti con l’elenco della spesa.

Bisogna dire che per noi Anime Watchers questo è un periodo molto fortunato poichè, come vedremo, ad oggi è davvero economico conseguire la nostra passione. Neanche fino a dieci anni fa non era così; io ho iniziato a guardare seriamente anime dal 2012 e all’epoca non esistevano tutte le fantastiche piattaforme streaming che ci sono adesso: ora, non voglio mentirvi, per buoni 2/3 anni della mia vita ho fruito in modo illegale di contenuti riguardanti l’animazione giapponese. Mi ricordo ancora come ho iniziato: usando la piattaforma abusiva “AnimeTube”, forse i più vetusti tra voi se la ricorderanno; comunque, ad oggi è un sito che è stato chiuso ma tanto per uno che ne chiude ne spuntano altri dieci.

Non sono un ipocrita, sono semplicemente una persona diversa rispetto ad allora: non reputavo la pirateria una cosa così grave e ancora meno grave reputavo il farne uso. Il comportamento corretto da adottare sarebbe dovuto essere quello di comprarsi ogni singolo DVD delle opere che volevo visionare in modo da sostenere il mercato dell’animazione giapponese in Italia. Non lo feci, ed il bello che già all’epoca tramite Youtube vi era qualcuno che voleva fare rendere conto della cosa ma io non li ascoltai; preferivo accampare la scusa del: “Eh si! Se per ogni anime che voglio vedere devo comprarmi il DVD stiamo freschi!”. Ero immaturo e me ne pento ma quel che è fatto è fatto, posso solo essere una versione migliore di me stesso giorno per giorno.

Per Youtube faccio riferimento al canale “AnimeeMangaITA”, combattenti di una guerra che hanno vinto nonostante avessero tutti contro. Anche a causa della mediocrità dell’Italiano purtroppo.

Sia ben chiaro, non pronuncio queste parole a cuor leggero, sono consapevole di giocarmi una fetta di community con questo articolo; tanti non sono d’accordo con la parte che sto difendendo: le Majors. Ma avere anche solo un minimo di pubblico, vuol dire avere anche solo una minima responsabilità; che in questo caso si traduce nello spiegarvi il perchè è sbagliato visionare anime, e non solo, in contesti illegali.

Quando una Major distributiva acquista i diritti di distribuzione, esclusivi o meno che siano, da uno studio di produzione anime; lo fa per inserirli nel circuito di mercato con un prezzo idoneo a determinare la differenza tra ricavi e costi in modo da determinare un utile. Se questo utile viene intaccato dalla visione irregolare del contenuto di proprietà della Major, essa si ritroverà in uno scenario per il quale dovrà prendere una scelta. Se il fato ci arride e gli utili sono abbastanza alti allora la Major deciderà di continuare ad acquistare titoli da quello studio in modo che anche quest’ultimo possa sopravvivere e continuare a produrre cartoni animati giapponesi; se invece ci va male, beh! Lo studio di produzione fallisce e niente più anime per nessuno, semplice. In pratica si, avete capito bene, è come rubare.

Ad oggi, fortunatamente, praticamente tutti possiamo rispettare le regole; in quanto con un costo di 20,97 euro al mese si può prendere visione dell’80% di tutte le opere a cui siete interessati. Una copertura quasi totale che investe sia il neofita che il professionista.

Poi, momento! Adesso ci addentriamo in un discorso su di una zona d’ombra un po’ grigia e fumosa con il limite molto sfumato: se, e dico solo se, fate tutto il possibile come singoli, per supportare questo particolare mercato però volete ripescarvi quella vecchissima serie che non siete mai riusciti a vedere e proprio quella serie li è impossibile reperirla legalmente perchè i diritti di distribuzione sono in mano a qualcuno e questo qualcuno non li vuole rivendere ma nemmeno usarli per rendere disponibile la fruizione del suddetto; eh allora figlioli miei vi do la mia benedizione! Anche se in realtà volendo assumere un comportamento corretto al 100% dovresti comprarti i DVD.

No, non mi metterò ad affrontare il discorso che esce fuori dal: “eh! Ma se sei povero in canna?” Si va a sfociare su rive di competenza ne mia, ne di questo blog.

Nessuno mi paca!

Uso questa sede per ricordare che nessuno mi paga, non sto facendo pubblicità a nessuno. Non solo, non vi vado nemmeno a consigliare piattaforme di streaming illegale; quelli sono affari vostri.

Listazzone.

VVVVID.

WebTV italiana lanciata nel 2014 dalla StartUp Mperience. Offre contenuti della casa editrice “Dynit” ed ha il merito di aver pubblicato online per prima, la versione doppiata in italiano di “Tokyo Ghoul” senza il passaggio per alcuna emittente televisiva.

Completamente gratuita con un sistema pubblicitario oppure con 4,99 euro al mese senza nessuno spot. Iscrizione tramite mail obbligatoria.

Il player video è di qualità un po’ altalenante, necessitate di una connessione ad almeno 6 mega con l’HD disabilitato; niente niente con l’alta qualità abilitata ne sono necessari 30.

Il logo di “VVVVID”

Crunchyroll.

Fondato nel 2006 da un gruppo di laureati della “UC Berkley”, il sito web nel 2018 ha raggiunto i quaranta milioni di iscritti dei quali 2 sono abbonati mensili stabili.

Bisogna iscriversi tramite e-mail e la maggior parte dei contenuti sono gratuiti con un sistema di pubblicità, solo alcuni sono disponibili esclusivamente mediante abbonamento mensile. Abbonamento mensile che tra le altre cose rimuove completamente le pubblicità e permette di usufruire dei prodotti in anteprima rispetto ai non abbonati.

Purtroppo alcuni prodotti, uno su tutti: “Kaguya-sama: Love is War”, nei server italiani del sito non sono disponibili per limitazioni di licenza, inoltre esistono anche pochissimi casi nei quali non vi è la possibilità dei sottotitoli in italiano. Per la questione delle limitazioni di licenza si potrebbe ingannare il sistema mediante una “virtual private network” (VPN) che faccia credere al sito un tuo accesso da un altro paese. Anche qui però esistono delle implicazioni di tipo morale: alla fine se il proprietario originale dei diritti di distribuzione ha deciso che tu in Italia non devi vedere un dato contenuto vuol dire che ci sono degli interessi economici dietro, e se tu li vai ad osteggiare ne risulta sempre un danno nei loro confronti.

Il costo dell’abbonamento è di 4,99 euro al mese, il player video è di una qualità scabrosa e si blocca anche con una connessione da 100 mega; con un settaggio a 480p se non lo tocchi mai non dovrebbe succedere niente.

Ve lo dico qui prima che vi incazziate scoprendolo da soli: Il catalogo di Crunchyroll America è il doppio se non il triplo di quello italiano, con serie molto vecchie e difficili da ritrovare in suolo italiano. Non solo, le lineup stagionale sono praticamente al completo con tutti gli anime in uscita nel periodo. Essendo curioso ho installato “NordVPN” provando a sbloccare i contenuti preclusi allo stivale e nel rendermi conto di quanta roba vi è non ero sicuro se dovermi mettere a piangere o urlare dalla goia. Fatto sta che questa è l’ennesima dimostrazione, Netflix fa scuola in questo senso, di come la storia delle licenze e delle limitazioni in Italia sia una mafia gigante.

Il logo di “Crunchyroll”

Amazon Prime Video.

Il servizio di on demand offerto da “Amazon”, tutti conosciamo Amazon come società, il servizio è presente dal 2006 (non in Italia ovviamente) e nel corso del tempo ha più volte cambiato nome. Ad oggi è una delle più grandi società di streaming al mondo.

Vale la pena abbonarsi per guardare gli anime?… Si… ci sono delle chicchette niente male che dovete assolutamente guardare e che non sono reperibili da altre parti, tipo “Kokkoku” o “Dororo 2019”. Sono 3,99 euro al mese o 36,00 euro l’anno con l’iscrizione ad “Amazon Prime”. In ogni caso se lo fai solo per gli anime, ti abboni per un mese solo e in quel mese ti spari tutto quello che ti devi sparare che tanto di roba interessante non c’è ne a iosa, e poi disdici. Purtroppo per i motivi pocanzi descritti bisogna comunque rispettarla.

Il logo di “Amazon Prime Video”

Netflix.

Ah! “The Biggest One”, la “Enne Rossa”: lei si che ci ha visto lungo.

Fondata nel 1997 a Scotts Valley in California, ad oggi è il più conosciuto servizio di streaming al mondo. Con l’espansione avvenuta nel 2015 approda anche in Italia e fin da subito ha dimostrato di avere un particolare occhio di riguardo rispetto alla clientela anime. Anzi con la prima produzione originale nel campo dell’animazione giapponese, Sol Levante, esiste la possibilità di un futuro molto interessante per tutti noi Anime Watchers abbonati.

Il costo per un singolo account usufruibile da un singolo device è di 7,99 euro al mese ma senza l’alta qualità; altrimenti 11,99 euro al mese per due account su due device diversi contemporaneamente in HD.

Player Video da paura, non so come sia possibile: anche con una connessione da 4 mega, i server dedicati ti permettono una fluidità di visione incredibile; anche in HD.

Qui non si può fare lo stesso discorso di “Amazon Prime Video” perchè di roba da vedere c’è ne parecchia, quindi vi conviene rimanere abbonati sempre.

Il logo di “Netflix”

Il canale Youtube: “Yamato Video”.

Non mi chiedete come sia possibile (parte 2), anche perchè non lo voglio sapere, ma il canale “Youtube” di Yamato Video in maniera completamente gratuita e legale ha postato un bordello di serie fighissime che non trovate da altre parti: “Fire Force”, “Wolf Girl and Black Prince” e “Pandora Hearts” sono alcuni nomi.

Raga Youtube lo conosciamo e sappiamo tutti che il player è di fattura superba, in più è gratis, perciò! Io vi consiglio di affrettarvi a recuperare quanta più roba possibile perchè con l’entrata in vigore della normativa europea sul diritto d’autore non si sa cosa potrebbe succedere.

Il logo di “Yamato Video”

Conclusioni a quest’articolo non ce ne sono da fare, tutto ciò che bisognava aggiungere alla lista in se per se l’ho fatto in sede di premesse. Questo articolo è alla stregua di una comunicazione di servizio, niente di più.

L’unica cosa vera da fare è: augurarvi buona visione LEGALE!

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Che cos’è “Sol Levante”?

In questi giorni ho avuto il “piacere” di visionare una produzione originale Netflix in collaborazione con la I.G. Production:Sol Levate” per l’appunto. Per chi non se lo ricordasse la I.G. è quella delle animazioni del film “The End of Evangelion”, quindi non stiamo parlando ne degli ultimi arrivati ne di bruscolini.

Ci sono pareri un po’ discordanti su come classificarlo esattamente ma direi che la più corretta è “Original Anime Video” ovvero i cosidetti “OAV“. Questo OAV inteso come progetto da entrambi le parti, porterà alla realizzazione del primo anime disegnato a mano in qualità 4K HDR. Questo sarà il primo vero anime PRODOTTO da Netflix, infatti un po’ di tempo fa alla N rossa piaceva fare un po’ la farloccona mettendo in sovrimpressione alla visone di alcune opere la scritta: “produzione originale Netflix“, ma manco per il ca… Ora mi sembra non lo facciano più; in ogni caso erano solo proprietari unici dei diritti di distribuzione, la dietrologia in questo frangente è invece diversa.

Non ho idea di cosa ci sia scritto…

Ora, intanto annuncio subito che questo è un nuovo Format oltre che una nuova categoria di articoli che potrete trovare sotto la voce “News”, secondo poi precisiamo che “Sol Levante” non è una roba tipo “Planet Anime” come lo è stato “Castlevania“; “Castlevania” possiede fortissime ispirazioni di tipo anime ma l’autore è americano, “Sol Levante” è di uno studio di animazione giapponese.

Premesse fatte, andiamo ad analizzare il prodotto, per poi magari speculare sul suo futuro stesso e le possibili implicazioni del tale.

Woah il 4K! Si ma…

Parliamoci chiaro ragazzi, il 4K è sicuramente una figata ma non so che farmene se non è sostenuto dalla roba essenziale, se un obrobrio nasce in 4K sto semplicemente guardando un obrobio in 4K. Non vorrei mai che Netflix avesse inteso il potere dei pixels come attrattiva principale del tutto, anche perchè fosse così rimarrei un po’ confuso; certo è però che la grande N non è nuova a strafalcioni del tipo. Siamo ancora tutti ben rimembranti infatti del nuovo adattamento italiano di “Neon Genesis Evangelion” e di buona parte dei film targati “Studio Ghibli“; Gaultiero Cannarsi è stato escluso e sostituito nel primo piano lavorativo perchè i fan sono stati ascoltati ma altrettanta celerità non è avvenuta con il secondo, difatti quegli scempi sono ancora presenti. Il fatto che la community non si sia sollevata così tanto per il brand rappresentato da “Totoro” mi fa sospettare che Netflix corra ai ripari solo quando la situazione è ormai irrecuperabile sotto ogni punto di vista.

Siccome io sono assolutamente sicuro che tantissimi abbiano fatto l’associazione 4K-fotorealismo, favorita anche dall’ingannevole copertina, sono qui per togliere un po’ di fumo dagl’occhi.

Bello il 4K, peccato lo stile di disegno degno delle prime produzioni “Digimon”

Analisi.

Non è che si possa analizzare chissà che cosa, finisce tutto in 4 min. d’altronde, però vale comunque la pena di sottolineare ciò che c’è da sottolineare.

Io non ho idea di che cosa sia preso alla I.G. Production ma le animazioni sono molto mediocri ed in alcuni casi anche un po’ bruttine; se dovessi tirare ad indovinare Netflix avrà spinto per canalizzare tutto il budget nella massiccia quantità di pixels: non voglio neanche immaginare la quantità di soldi spesi per questa manciata di minuti imbarazzanti. I disegni non sono niente di spettacolare e le transizioni da una scena all’altra sembrano abbozzate, preferendo in qualche modo troncarle di netto; il trattamento qualitativo che ha subito la protagonista non è lo stesso che hanno subito gli sfondi e le altre creature viventi, ne consegue una costruzione non organica, confusionaria e rigida nelle movenze. Nelle intenzioni degli autori inoltre, i capelli così dettagliati dei lei dovrebbero dare l’illusione di vita della stessa; ma in realtà risultano solo irrealisticamente troppo movimentati, quasi come avessero un corpo proprio.

I due piani nei quali si sta svolgendo la scena risultano slegati tra loro

Un respiro profondo e tiriamo le somme.

Io una serie tv così non la voglio. A parte che non ha senso: quanti hanno il televisore in 4K per potere godere a meglio della definizione? Che poi noi Anime Watchers non siamo come gli spettatori casualoni di film hollywoodiani, ce ne importa relativamente della definizione delle immagini; abbiamo l’occhio allenato per altre cose: disegni, animazione, chara design, sondi e via dicendo. Possibile che nessuno del team interno dell’azienda americana non abbia detto niente in proposito nella fase di sviluppo o a lavoro finito? Passi per la I.G. Production che probabilmente non ha mai visto così tanti soldi per un progetto e se ne stata zitta, considerato anche il fatto che hanno visto l’allettante opportunità di espandersi in modo aggressivo su mercati extra nazionali, ma mi chiedo se Netflix non abbia bisogno di un mediatore culturale nipponico o perlomeno di un anello di congiunzione con il target di riferimento. Visto e considerato anche che il catalogo anime averebbe ormai bisogno di uno spint in più proprio a livello di quantità e lineup stagionale.

Che poi in realtà la questione è molto più grande e complessa, riguarda anche il fenomeno del “Planet Manga”, ma di quello ne parleremo poi in un altro articolo.

Immagino sarete straniati dalla brevità dell’indagine ma riflettendoci è tutto ben correlato alla quantità di contenuto da trattare.

Guardatelo e fatemi sapere cosa ne pensate, tanto dura 4 min..

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