Il Percorso di una Passione e la Realizzazione di esso.

Parte 2.

Eccoci qua, con la seconda parte dei 100 anime da vedere per primi, in modo da riuscire ad approcciarsi a questo mondo in scioltezza. Per la lettura di questo articolo è propedeutica la lettura della parte 1.

Avvertenze.

La scorsa volta ci siamo rivolti ai maschietti elencando 10 shonen battle puri, in questa sede invece ci occupiamo dell’altra metà del cielo elencando 10 shojo incontaminati o con pochissime contaminazioni di sottogenere. Ciò va a tradursi nel fatto che: come per il precedente post nel quale avevo intimato alle novelli di sesso femminile di lasciare per ultime le visioni in questione, in modo da acquisire un certo grado di apprezzamento del media così da sopperire alla mancanza di stimolo narrativo interessante per loro; adesso faccio lo stesso per i novelli ragazzi: queste opere lasciatele per ultime per lo stesso motivo sopracitato.

L’inizio di tutto. Parte 2.

“Lovely Complex”.

Trama.

Risa è alta, Atsushi è basso, ed entrambi hanno un complesso in merito alla loro statura. Nel vederli insieme la loro classe di appartenenza li etichetta come duo comico: un po’ per l’altezza, un po’ perchè stanno sempre a litigare visto che Atsushi prende in giro Risa a causa della sua fisicità, un po’ perchè fanno riferimento agli “All Hanshin Kyoujin” come famoso duo comico giapponese composto da un tizio alto ed uno basso. Atsushi è amico di Suzuki e Risa è amica di Chiharu, Risa è innamorata di Suzuki e Atsushi è innamorato di Chiharu; ecco quindi che nasce l’imprevedibile alleanza tra Atsushi e Risa per poter soddisfare i loro personali desideri, ma non tutto andrà come previsto…

Contesto e Focus.

In questo caso non esiste un vero e proprio focus quanto più che altro una motivazione per la quale una ragazza o una donna che si approccia per la prima volta all’animazione giapponese dovrebbe partire da qui.

Lo svolgersi degli eventi di Lovely Complex è molto rilassato e fluido, le puntate vanno via come ciliegie e in men che non si dica diventa il feticcio romantico-amoroso di cui tutti abbiamo bisogno a spot nella vita. Una vera e propria fuga dalla realtà che scalda il cuore fino a quando la temperatura è giusta e l’acqua che bolle trabocca dagl’occhi.

All’interno dell’opera potremo gustare per la prima volta tutte le premesse e gli stereotipi narrativi che verranno rimarcati adesso e in futuro dalle stesse fatiche animate del medesimo genere. Quindi: gita al mare, gita scolastica, fraintendimenti, caratterizzazione psicologica atta alla realizzazione dell’innamoramento, rivale in amore, il Natale passato con l’oggetto della propria passione e così via.

Andando avanti nel progetto e nella scaletta vi renderete conto da soli della cosa. Ricorderete il primo punto fisso di facile fruizione da cui siete arrivati e vi si stamperà sulla faccia un sorrisetto malizioso che sottointende alla vostra consapevolezza. Consapevolezza della contestualizzazione delle premesse e degli stereotipi narrativi di genere pocanzi citati.

Se lo cerchi in streaming legale non lo trovi, i diritti li detiene la Dynit ma non lo reimmette su VVVID; quindi comprati il DVD da Amazon. Stagione singola da 24 episodi della durata di 20 min. ciascuno

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/1137/lovely-complex

“Ao Haru Ride”.

Trama.

Futaba durante le scuole medie era innamorata di un ragazzo, tale Tanaka, ma non è mai riuscita ad esprimere i suoi sentimenti per lui a causa di un problema creatosi con le sue compagna di classe. Infatti Futaba era una ragazza molto carina e con atteggiamenti molto femminili, in questo modo ha calamitato verso di se l’invidia del genere femminile orbitante attorno alla sua figura poichè esse credevano in una sua intenzione di attrarre indiscriminatamente ogni ragazzo che le si avvicinasse. Ora che Futaba è alle superiori cerca di porre rimedio assumendo comportamenti gretti e mascolini in modo da evitare problemi; così facendo, un giorno, incrocia Tanaka per i corridoi della nuova scuola. Anche lui è molto cambiato.

Contesto e Focus.

Shojo tra i più classici in assoluto nel quale viene rimarcata molto spesso la tematica della gelosia, della competizione amorosa e della dichiarazione dello stesso; persino i disegni, nonostante abbiano una forte impronta moderna anche nell’uso brillante dei colori, rimarcano molto lo stile anni 80′. Le contaminazioni riguardano la tematica shonen del gruppo di amici che comunque da un certo punto della storia del genere sentimentale in poi è diventata onnipresente, anche perchè molto spesso risulta congeniale alla trama e allo svolgersi degli eventi.

Voglio permettermi appunto: la scena della opening nella quale Futaba sussurra qualcosa all’orecchio di Tanaka è una roba stravisuale e realizzata da Dio. Io personalmente da uomo l’ho trovata sia molto eccitante che particolarmente romantica. A volerla dire come si deve però, è proprio tutta la opening che risulta eccezionale.

Per questo non trovate nemmeno i DVD su Amazon, nemmeno se vi accontentaste dei sottotitoli in inglese. Motivo per il quale in suddetto caso l’unica soluzione è Animeunity.it(no, sono stanco di ricordarvi quanto il mercato dell’animazione giapponese in Italia sia una mafia perciò se volete potete fare riferimento a questi articoli: https://fanaticidianime.com/2020/04/04/il-percorso-di-una-passione-e-la-realizzazione-di-esso/ https://fanaticidianime.com/2020/04/15/ma-io-sti-anime-dove-li-guardo/); la serie consta di 12 episodi della durata di 20 min. con in più 2 OAV della medesima durata imprescindibili per dare una conclusione alla visione della stessa e comprenderne un retroscena fondamentale.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/5176/ao-haru-ride

“3D Kanojo Real Girl”.

Hikari è un Otaku fatto e finito. Il suo interesse per le ragazze si limita a quelle in 2D, considerate da lui migliori rispetto a quelle reali proprio a causa della loro realizzazione programmatica atta a soddisfare tutti i requisiti della ragazza perfetta. Iroha, dal canto suo, ha la nomea di ragazza facile e si pone agl’altri in modo schietto con l’ovvia conseguenza di avere poche amicizie femminili. A causa di un ritardo, per l’entrata a scuola, entrambi dovranno scontare la punizione pulendo la piscina dell’istituto. Fin da subito parte lo scontro e l’inizio non è dei migliori, ma le cose prendono una piega inaspettata quando Iroha difende Hikari da alcuni bulli; Hikari questo non se lo aspettava e nel dover riconsiderare le parole rivolte alla ragazza viene sorpreso da un suo appassionato bacio condito da un’amara confessione. Iroha ha una malattia, o forse no?

Contesto e Focus.

Ve lo dico subito: questa è una roba sconosciuta ai più e da quelli che la conoscono viene reputata una mezza schifezza. Io personalmente non sono d’accordo. I disegni non sono il top ne sono al passo coi tempi, ma non sono neanche brutti; si lasciano tranquillamente guardare. Per le animazioni, come faccio riferimento nell’articolo riguardante la stessa, dico sempre che è qualcosa di poco importante per i sentimentali: la ciccia è altro in questo opere, non la fluidità dei movimenti dei personaggi. Gli sfondi per contro invece sono abbastanza ben realizzati.

La concentrazione questa volta viene tutta assorbita dalle tematiche della maturazione adolescenziale e le problematiche che comporta, il rapporto amoroso tra due individui e la loro sessualità reciproca. Quest’ultimo punto in particolare non viene spesso affrontato e già solo questo riesce a rendere il cartone animato in questione diverso; altra caratteristica che lo contraddistingue è il salto temporale fino all’età adulta dei protagonisti e il fatidico bacio dei protagonisti fin dalla prima puntata che sovverte gli stilemi. Inoltre durante la visione esiste sempre un certo grado di ansia e malinconia per la malattia di Iroha facilmente scordabile durante il computo totale, ma che ti colpisce con violenza ogni volta che viene riemembrata.

Anche questo ve lo dovete recuperare su Animeunity.it, 2 serie da 13 episodi ciascuno per la durata di 20 min. a puntata.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/22695/3d-kanojo-real-girl

“Itazura na Kiss”.

Trama.

Kotoko è una ragazza ingenua e goffa. Naoki è il number one boy dell’istituto Irie, nonchè il ragazzo perfetto. Kotoko è cotta persa di Naoki, invece Naoki la odia. A causa di un incidente Kotoko perde la casa, in questo modo lei è suo padre devono trovare un’altra sistemazione. Per fortuna che il padre di Kotoko e quello di Naoki sono amici di vecchia data!(Chi se lo sarebbe mai aspettato, ma guarda un po’ te le coincidenze!) Fatto sta che da quel momento in poi Naoki e Kotoko vivranno sotto lo stesso tetto. Per sempre.

Contesto e Focus.

Anime del 2008, ancora più classico di Lovely Complex con forti rimandi ai peggio drammi adolescenziali in puro stile giapponese alla “Piccoli problemi di cuore”. Stesso stile di disegno, la tipologia di coppia come da manuale è impossibile sia nei tratti positivi che negativi, stereotipo di uomo alla Eric e stereotipo di donna alla Rossana. Non solo! Kotoko è pura una sottona. E a noi di tutto questo, dove gl’altri vedono solo negatività, ce ne frega poco e nulla perchè anzi è proprio quello che vogliamo da queste storie! Eh che cavolo, diciamola tutta una volta come si deve! Vedi alcune recensioni che inneggiano alla morale sbagliata insita nello svolgersi stesso degli eventi con tutti i difetti del caso; raga ma è finzione! Tra l’altro è finzione che rispetta proprio le richieste degli spettatori del genere. Ma cosa volete? Di cosa stiamo parlando? Che se poi vogliamo fare i pignoli c’è anche l’elemento innovativo del vivere insieme fin da giovanissimi. Eh ma Kotoko è un personaggio monotematico che si fa sfruttare! Ma quando mai! Kotoko diventa una pari di Naoki nel riconoscere i suoi stessi difetti, le sue potenzialità, i suoi sogni e i metodi per raggiungerli tramite l’impegno; cosa, questa, realizzata dallo stesso Naoki, il suo carattere freddo e distaccato è un’altra cosa. Comunque, per gli amanti dello shojo, imperdibile.

Qui lo trovate. Serie unica di 25 episodi della durata di 20 min. ciascuno.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/1356/itazura-na-kiss

“Le situazioni di Lui e di Lei”.

Trama.

Yukino: da sempre studentessa che eccelle in tutto, venerata da chiunque e punto di riferimento della scuola. Il suo carattere impeccabile e la sua cordialità le permettono di avvicinarsi a chiunque. La realtà però non è sempre come appare agl’occhi degl’altri; Yukino è una persona diversa nella sua intimità domestica: sciatta, rancorosa, poco formale, rabbiosa ed invidiosa. Oggetto di questo suo odio nascosto risulta essere Arima, possibile prossimo egemone che rischia di sottrarre lo scettro a Yukino. Durante un weekend Arima si dirigerà a casa di Yukino, scoprendone il suo più oscuro segreto.

Contesto e Focus.

Quando si parla delle Situazione di Lui e di Lei si parla di un qualcosa di molto particolare poichè l’adattamento animato è stato affidato ad Hideaki Anno: fondatore dello studio di animazione Gainax e creatore di Neon Genesis Evangelion. Per chi non fosse esperto di addetti ai lavori sappiate che questi 3 nomi appena elencati hanno cambiato per sempre la storia dell’animazione giapponese mediante un processo evoluzionistico di un’importanza e di uno spessore mai più replicati. Un delle peculiarità registiche del “vero sensei”(Miyazaki spostati) è lo stile registico di tipo sperimentale al quale in questo caso viene aggiunto un altro tassello particolare consistente nel far iniziare alcune puntate con le spiegazioni del contesto storico del Giappone dell’epoca nella quale gli eventi dell’anime si svolgono. A livello visivo questa è accompagnata dalle riprese reali, non animate, di una bicicletta alle prese con un percorso urbano, il tutto in timelapse. Scelta questa sicuramente adottata a causa della penuria di risorse destinate al progetto, rendendo una problematica virtù. Potreste notare un cambio di tono dalla diciottesima puntata in poi a causa della sostituzione del regista, anche se in tutta sincerità io non l’ho notato. L’anime doveva durare di più, ma le divergenze artistiche tra Hideaki Anno e l’autrice Masami Tsuda han fatto si di troncare la serie animata senza una vera e propria conclusione.

Il modo in cui le tematiche relazionali adolescenziali vengono messe su schermo rasenta lo psichedelico; questo dona la tutto un sapore particolarissimo che riesce a centrare con precisione millimetrica tutti quelli che sono i drammi, e le loro reali interpretazioni, dei protagonisti. Sessualità, maturazione, difetti comunicativi, senso di abbandono dovuto ad una crescita disparitaria dei membri della relazione e artificiosità caratteriali sono solo alcuni degli argomenti approfonditi in questa splendida opera animata.

Qui siete fortunati e lo trovate su VVVVID. Serie da 26 puntate da 20 min. ciascuna; non saltate le introduzioni che sono importantissime! Vanno viste!!

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/258/karekano

“Kami-sama Hajimemashita”

Trama.

Nanami è stata cacciata di casa dai creditori del padre, un accanito giocatore d’azzardo, nel mentre che riflette su che cosa fare riesce ad avere la prontezza di salvare da un cane rabbioso un misterioso individuo di nome Mikage che per ringraziarla le cede il suo alloggio. Trattasi di un santuario sorvegliato da uno spirito-volpe di nome Tomoe. A partire dal loro primo incontro inizierà la loro storia.

Contesto e Focus.

Con Kami-sama Hajimemashita abbiamo proprio quelle influenze di sottogenere di cui parlavo prima e nel caso specifico riguardano il fanatasy-soprannaturale del folklore mitologico giapponese. Non preoccupatevi, è solo un pretesto per una storia d’amore e non è neanche invadente; difatti trovano posto anche le normali dinamiche scolastiche di genere. Si riesce anche a percepire un po’ quel sentore di rapporto padrone-serva un po’ osè che non guasta mai. Non vi è molto altro da dire, semplicemente un must da interiorizzare a tutti i costi.

Prima serie di 13 puntate, seconda serie di 12 puntate, 2 OVA riguardanti la prima serie e poi la serie OVA “Kako-hen” di 6 puntate per concludere. Tutto segue la canonica durata, tranne l’ultima serie che ha puntate da 30 min. ciascuna. Il tutto inderogabilmente su Animeunity.it purtroppo.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/3801/kamisama-hajimemashita

“Wolf Girl and Black Prince”.

Trama.

Pressata dalle sue compagne di classe esperte in materia di relazioni amorose Erika decide di fare la gradassa e si inventa la bugia di avere un fidanzato. Per dare sostegno alla sua fantasia scatta una foto ad un affascinante sconosciuto per strada che poi si rivelerà essere il suo compagno di scuola Sata. Ora Erika ha una prova da mostrare alle sue amiche che però si rendono conto dell’identità del soggetto della foto; presa dal panico Erika cerca di spiegare la situazione a Sata pregandolo di fingere di essere il suo fidanzato. Nell’accettare la proposta Sada smaschera il suo vero carattere sadico dapprima nascosto da modi gentili e pone una condizione: Erika sarà il suo cagnolino.

Contesto e Focus.

Stessa natura del rapporto di Kami-sama Hajimemashita ma ben più marcato. Dapprima i protagonisti si odiano; in seguito la natura del loro rapporto muta, anche se in realtà neanche troppo. Acquisiscono però una consapevolezza l’uno dell’altra tale da farti percepire il tenero tra i due mascherata poi, a tutti gli effetti, da un velo atto a veicolare le risate dello spettatore che a seguito della visione capisce il pretesto. Abbastanza originale negli intenti, poco nell’esecuzione; ma d’altronde è una caratteristica che non abbiamo mai richiesto, quindi va benissimo così.

Bello sistemato sul canale Youtube di Yamato Video, questa volta nessuna fatica. Sono 12 puntate dalla durata canonica più uno special recap dell’intera opera. Esiste anche un OVA ma fidatevi, non provate nemmeno a cercarlo.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/5549/ookami-shoujo-to-kuro-ouji

“Voglio Mangiare il tuo Pancreas”.

Trama.

Haruki è uno studente così timido e confondevole con la massa da rappresentare lo stereotipo del giapponese medio. Un giorno trova, per puro caso, il diario di Sakura: una ragazza affetta da una malattia che presto la porterà alla morte. Sakura tiene questo terribile segreto per se vivendo comunque con allegria e fierezza la sua esistenza, ma ora ha un confidente; la travolgente pazzia delle giornate della ragazza renderà il rapporto tra i due sempre più stretto.

Contesto e Focus.

Questo non è una serie, bensì un film. Un film da ritenersi capolavoro, anche se non assoluto, dell’animazione giapponese moderna e di tutti i tempi. Bellissimo e fantastico sono due aggettivi che non esprimono appieno l’esperienza di questa visione nella quale vengono affrontati temi come l’ineluttabilità della morte, l’accettazione della stessa e l’andare avanti con la consapevolezza di aver lasciato i defunti indietro. Disegni, animazione e sfondi sono di altissimo livello, ma non fuori scala. Qualità assicurata. Se ti interessano queste tematiche in particolare dai un’occhiata al mio articolo: “Filosofia degli Anime II: “I Bambini che inseguono le Stelle/Il Viaggio verso Agartha”.

Vi sta aspettando su Amazon Prime Video.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/21489/kimi-no-suizou-o-tabetai

“HoneyWorks Saga”.

Trama.

La storia di tre amori nati ai tempi delle scuole medie e superiori, sviluppatisi poi fino all’età aduta. L’amore non corrisposto tra Hina e Kota, l’amore germogliato fin dall’infanzia di Setoguchi e Natsuki, l’amore che trascende la separazione spaziale e temporale di Haruki e Mio.

Contesto e Focus.

La HoneyWorks Saga è composta da tre film, rispettivamente:

  • “Zutto Mae kara Suki Deshita. Kokuhaku Jikkou Iinka” del 2016
  • “Suki ni Naru Sono Shunkan o: Kokuhaku Jikko Iinkai” del 2016
  • “Itsudatte Bokura no Koi wa 10 Centi Datta. – Kokuhaku Jikkou Iinkai” del 2017

Da vedere in quest’ordine. Bello, pulito, semplice ed elegante: classicone che ci catapulta nelle atmosfere delle opere sentimentali della decade 00′-10′. Realizzato per gli appassionati del genere.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/8800/zutto-mae-kara-suki-deshita

“Kaichou Wa Maid-Sama”.

Trama.

La “Seika High School” è da sempre stato un istituto per soli maschi, ma recentemente ha aperto i battenti anche alle ragazze. Misaki è la presidentessa di tale istituto e allo scopo di proteggere le nuove iscritte da una presenza testosteronica fin troppo ingombrante si staglierà in battaglie burocratiche contro i ragazzi volte a migliorare la qualità di vita della fauna femminile. Il bellissimo è regale Takumi trova questo suo aspetto molto interessante, ma la fascinazione lo colpirà nello scoprire che Misaki lavora in un Maid-Cafè: luogo di lavoro che ben poco si addice ai precetti della presidentessa. Questo scomodo segreto legherà i due in un intreccio a dir poco comico.

Contesto e Focus.

La particolarità di Misaki come protagonista è il suo essere integerrima e molto severa ma, allo stesso tempo, anche molto femminile e sensuale (non per niente lavora in un Maid-Cafè). Questa sua doppia natura è il risultato di una caratterizzazione psicologica approfondita e sfaccettata che non cade nel tranello di uno stereotipo monodimensionale. Lei è coraggiosa per gl’altri, non tanto per se stessa. Parte dell’onore in questo senso va anche attribuito a Takumi nell’interessarsi ad una ragazza del genere, prediligendo l’autenticità piuttosto che donare il suo amore in modo casuale ad una controparte piatta e statica. L’evoluzione che il duo compie all’interno dell’opera non risulta pretestuoso: vi è una graduale accettazione da parte di Misaki della sua parte femminea, il rapporto padrone-schiava va via via indebolendosi per far spazio ad una consapevolezza da parte di Takumi della necessità di avere accanto Misaki per lenire i graffi del suo passato stratificato e complesso. Introspezioni di questo genere sono cosa molto rara nel genere di riferimento ed è per questo che l’anime risulta rotondo e completo al momento del fatidico bacio dell’ultima puntata; senti proprio come se tutto fosse sensato. Uno shojo vecchio stampo da premiare.

Serie unica da 26 puntate della durata canonica più uno special di 13 minuti. Provate ad indovinare dove lo dovrete andare a reperire… visto il mood dell’articolo di oggi, dovreste averlo già capito.

Link AnimeClick.it: https://www.animeclick.it/anime/2637/kaichou-wa-maid-sama

Finiti di vedere questi siete al livello Novellino.

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Sottogeneri e Complementari dei Macrogruppi: “Shonen”, “Shojo” e “Seinen”.

Questo articolo è la diretta continuazione di “SSS: “Shonen”, “Shojo” e “Seinen””, quindi se ancora non lo avete letto o non sapete di cosa si stia parlando vi invito a dargli una letta.

Riprendiamo quindi da dove ci eravamo interrotti la volta scorsa andando ad enunciare ed elencare, per l’appunto i sottogeneri e complementari delle tre grandi Macrocategorie di cui abbiamo già abbondantemente parlato.

Yuri!!! on Ice: Spokon con forti influenze Shonen-ai

“Kodomo”: sottogenere dello shonen intesi come storie per bambini, quindi pur sempre di opere per ragazzi si sta parlando ma indirizzati ad un target più specifico con un range di età più ridotto rispetto ai canonici 3-18. Si potrebbe dire 3-10; stiamo comunque parlando di opere fruibili anche da ragazzi un po’ più cresciuti, ma difficilmente godibili. Ragionamento in verità un po’ fallace poichè “Doraemon” può essere fruito anche da un venticinquenne ma difficilmente lo portà appassionare o intrattenere, conseguentemente il ragionamento di prima può essere espanso a tutte le età e ricalcato per ogni genere. Difatti “Rossana” potrebbe essere visto anche da un maschietto ma difficilmente lo farà. Va da se che comunque i kodomo non fanno distinzioni di genere proprio per l’età di riferimento così bassa; quindi nel target rientrano anche le femminuccie, ciò ne risulta in un sottogenere non soltanto shonen ma anche shojo. Anche se ci tengo a fare una precisazione in merito: nonostante in Giappone il concetto di cartone animato sia molto più radicato nella cultura della vita di tutti i giorni è comunque più massivo l’uso dello stesso come mezzo di intrattenimento da parte del genere maschile.

“Spokon”: vi rimando all’articolo in cui ne parlo dettagliatamente. Ma per continuare con la lettura di questo articolo vi è sufficiente sapere che sono i manga a tema sportivo.

“Doraemon”: forse il più grande esponente dei Kodomo

“Shonen Battle”: se lo shonen è in generale il manga rivolto ai ragazzi, lo shonen battle è quel tipo di manga rivolto ai ragazzi con delle caratteristiche peculari che fanno l’occhiolino ai combattimenti tra i vari personaggi dell’opera. Queste caratteristiche sono: ipertrofia argomentativa riguardante lo scontro fisico, allenamento, capacità e/o poteri, rivalità e/o amicizia tra comprimari, forti ideologie sulla giustizia, la forza, la protezione, il coraggio, il sacrificio. Poi ovviamente le tipologie possono influenzare queste caratteristiche modificandole, facendole sparire o aggiungendone altre ma in generale quella è la linea guida.

“Shonen-ai”: altra sottocategoria dello shonen dove viene trattata la tematica dell’omosessualità tra maschi, solitamente in modo molto soft senza quasi mai sconfinare nella sessualità vera e propria. Ci si concentra particolarmente sul fattore sentimentale. Notare che il target è shonen! Ciò vuol dire che questi manga e anime sono concepiti per i ragazzi, non per le ragazze! Questo è possibile grazie al fatto che l’omosessualità in Giappone è molto più diffusa e accettata che in altri paesi del mondo, come l’Italia per esempio, comunque vi rimando alla pagina Wikipedia trattante l’argomento se voleste approfondire.

“Chihayafuru”: Spokon con forti tinte “Josei”

“Yaoi”: invece qui si va proprio ad approfondire l’aspetto fisico delle relazioni omosessuali tra maschi, le scene indugiano molto sull’essere esplicite ma non si sconfina mai nel campo della pornografia vera e propria. Va da se che in questo caso il target è indirizzato vero l’altra metà del cielo.

Shojo-ai“: è la stessa cosa dello shonen-ai ma per la metà del mondo con i capelli lunghi e profumati.

“Sakura Trick” in quanto “Yuri” avrà fatto felici molti ragazzi all’epoca

“Yuri”: similmente alla relazione che c’è tra shonen-ai e yaoi avviene la stessa cosa per shojo-ai e yuri.

“Josei”: l’indirizzamento Josei riguarda le giovani donne che non sono più ragazze. Le tematiche virano dalla scuola e dai primi amori di un shojo per trattare del lavoro, dell’università, della famiglia di origine e di quella costituita e in generale delle sfide di tutti i giorni di una donna adulta. Notare come nonostante esista questa sottocategoria del seinen, non esista la controparte maschile; forse perchè il seinen già di per sè è più fortemente indirizzato al pubblico maschile nonostante sia inclusivo di entrambi i sessi. In ciò troviamo, forse, un parallelismo con il discorso fatto per i kodama.

“Citrus”: genere Shojo-ai con una bella spinta Yuri

“Isekai”: “l’Isekai è un sottogenere del Fantasy riguardante la traslazione di un protagonista dal nostro mondo ad un’altro. Le caratteristiche di questo nuovo mondo devono essere di stampo prettamente fantastico con forti rimandi all’Epica Tolkeniana. Pochissimi sono i casi che sfuggono all’ultima postilla”. Questa è una definizione di rimando presa pari da un altro articolo. Per trattare meglio l’argomento, cliccando qui vi è l’articolo di rimando.

“Hentai”: il tanto bistrattato (senza senso o motivo per farlo poi) anime o manga di genere pornografico. Ora, ci sarebbe da fare tutto un discorso che riunisce in se: hentai, shonen-ai, yuri, shojo-ai yaoi in correlazione agli usi e costumi oltre che alla cultura giapponese; ma questa non è la sede per farlo, ci terremo l’argomento per un altro articolo.

C’è altro?

In realtà no. Cioè, nel senso: esiste anche la classificazione per tipologia, oltre al fatto che dietro ogni genere vi è una storia, una evoluzione e un indagine; ma come per il discorso sull’omosessualità e la pornografia in Giappone, questa non è la sede adatta. Anche solo per non allungare inutilmente il brodo in pagine su pagine che poi dopo un tot perdete la concentrazione e non leggete più.

“Semplicemente, come per tutti gli articoli di questa risma, ora sapete qualcosa in più di questo mondo. Quello è sempre il mio scopo: farvi acculturare nel mio campo di conoscenza, d’altronde è così che si crea una Community. Io imparo come insegnare e voi imparate ciò di cui io tratto, in questo modo si crea un rapporto simbiontico per il quale più il progetto aumenta di portata e di lunghezza temporale più l’affiatamento generale diventa comburente. Così da renderci un gruppo; singoli ma appartenenti a qualcosa di più grande, di più bello. E chissà che con questo in futuro non possa nascere qualcosa di ancora più figo: tipo la creazione di un anime tutti insieme, ah!… Qualcosa mi dice che sta per arrivare un Nuovo Format…”.

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“Spokon”: gli Anime Sportivi

Una doverosa lezione di terminologia.

Voglio iniziare precisando tre termini e più tardi nell’articolo capirete il perchè.

“Spokon”: anime o manga (generalmente rivolti ai ragazzi) riguardanti uno sport ed i suoi atleti.

Shonen: anime o manga rivolto ai ragazzi.

Shonen Battle: anime o manga rivolto ai ragazzi la cui trama orientata all’azione si sviluppa mediante combattimenti vari, corredati o meno di capacità soprannaturali .

Da qui ne deriva che: Spokon e Shonen Battle sono due sottogeneri dello Shonen.

Interiorizzate e andiamo avanti.

Haikyuu!! Uno dei migliori esempi di Spokon moderno

Cenni Storici.

Il genere sportivo non è solo uno dei più vecchi, ma anche uno dei più amati e prolifici. A cavallo tra gl’anni 60′ e 70′ sono difatti nate alcune tra le serie animate giapponesi più amate anche qui nello stivale:

  • Ashita no Joe” (“Rocky Joe”)
  • Attack No. 1″ (“Mimì e la Nazionale di Pallavolo”)
  • Tiger Mask” (“L’Uomo Tigre”, di cui l’anno scorso è stato il cinquantesimo anniversario)
  • Ashita Tenki ni Nare!” (“Tutti in Campo con Lotti”)

Come per tutti gl’altri generi, anche lo spokon ha subito un’evoluzione nel tempo e quello che vogliamo andare a capire oggi è: come si è evoluto e sotto quali influenze.

Ashita no Joe: uno dei più iconici esempi di padri fondatori dello spokon

Andando a cercare su Wikipedia si evince che le discipline sportive olimpiche in cui il Giappone eccelle sono: Lotta, Ginnastica, Judo, Tennis da Tavolo, Pallamano e Nuoto. Quindi almeno sul lungo termine, considerando che di anime sportivi ne sono stati prodotti sulle più svariate discipline, le vittorie olimpiche non possono essere considerate uno di quei fattori… ma vi ricordate quando sono nati alcuni dei più iconici spokon di sempre? Esatto! Tra gl’anni 60′ e 70′, e cosa successe nel 1964? Il Giappone ospita i giochi olimpici a Tokyo e vince ben 16 medaglie d’oro, 5 d’argento e 8 di bronzo! Non vi basta? Alle olimpiadi successive tenutesi a Città del Messico nel 1968 questa incredibile serie di vittorie, anche se non totalmente, fu riconfermata. Ma perchè fermarci qui? Continuiamo:

  • “Kuroko no Basket”
  • “Haikyuu!!”
  • “Free!”

Tutti spokon moderni. Il primo fu cominciato a serializzare nel 2008, 4 anni dopo che Il Giappone ad Atene fece una strage pari a quella di Tokyo, il secondo nel 2011: un anno prima delle olimpiadi del 2012 a Londra con il più alto numero di argenti e bronzi conquistati fino a quel momento e ben 9 medaglie d’oro continuando di fatto a seguire la scia positiva delle precedenti olimpiadi. Per Free! neanche ve lo sto a dire, stessa storia.

A questo punto potremmo anche sbilanciarci un attimino ed affermare che: sicuramente la qualità degli spokon non è interamente influenzata dalle vittorie olimpiche del Giappone; ma che nel breve termine oltre ad influenzare in parte in modo diretto gli autori, il feedback di rimando che si crea dopo la serializzazione derivante anche dalle più vicine vittorie olimpiche aumenterà le vendite dei volumi che a loro volta re-influenzeranno positivamente la qualità degli stessi.

Provate a immaginarvelo in Italia: anno “x”, l’ Italia vince un casino di medaglie d’oro; tutti sono presi bene dalla cosa ed i genitori iscriveranno i figli ai più disparati sport di cui il giorno prima non sapevano neanche il nome. Voi siete un fumettista e vi rendete conto che la nuova onda da cavalcare è l’attività fisica, cosa fate? Semplice! Fate un fumetto su quell’argomento!

Kuroko no Basket

Se il primo fattore influenzante è qualcosa di leggermente più fine da cogliere, quello che andiamo a presentare adesso è invece molto più palpabile.

Non vi saprei assolutamente dire in che anno o con quale opera sia iniziata questa tendenza ne se sia legata ad un terzo fattore “x” che dopo andremo ad ipotizzare, ma è quantomai evidente che da un certo punto in poi gli spokon sono diventati degli shonen battle.

Esaminiamo la struttura di uno spokon: formazione della squadra/scoperta del talento o talento pregresso del singolo, formazione base sullo sport in questione/singolo ancora immaturo e alle basi della disciplina, allenamento, ritiro, prima partita/match che segna un punto si svolta, allenamento consapevole, miglioramento, partite/match di difficoltà via via sempre maggiori, scontro finale con vittoria/sconfitta, allenamento esaltato dalla vittoria/sconfitta, vittoria.

Raga è l’ABC di uno shonen battle, mi sembra di aver letto il plot di “HunterxHunter“. Non fraintendetemi: va bene così; le dinamiche di un’avventura dove ci si danno un sacco di mazzate, se esistesse una roba del genere nella realtà, sarebbero le stesse di quelle in gioco per diventare un campione sportivo. Questo è il motivo per il quale, tra le altre cose, mentre stai vedendo la novantaseiesima puntata di un anime sul tiro con l’arco tradizionale giapponese pensi: cavolo, non pensavo potesse piacermi tanto il tiro tradizionale con l’arco giapponese! In realtà a te non te ne frega niente del tiro tradizionale con l’arco giapponese perchè stai guardando una parafrasi di gente che mediante il tiro con l’arco tradizionale giapponese sta in realtà combattendo. I tuoi occhi ed il tuo cervello lo percepiscono come quello che dovrebbe essere ma il tuo cuore lo percepisce come una battaglia e, complice lo stile giapponese nel narrare queste cose con campi e controcampi, musiche gasanti al momento giusto, inquadrature strette ed emozionali sull’obbiettivo finale; anche una battaglia piuttosto coreografica!

Free!

Il dubbio che rimane.

Il terzo possibile fattore influenzante è stato la grammatica videoludica dei giochi di azione/avventura in terza persona?

La risposta è si, ma solo per gli spokon moderni. D’altronde stiamo parlando del paese che ha dato i natali alla Sony e alla Nintendo. In ogni caso quel modo di fare videoludica di sviluppa a partire dagl’anni 90′ in poi.

Il peculiarissimo stile narrativo di alcuni di questi giochi si basa sul miglioramento del proprio pg attraverso l’allenamento costante simboleggiato dal ritrovamento di potenziamenti di varia natura, e dal progressivo intensificarsi degli scontri sia per quantità che per qualità. Con i dovuti rimaneggiamenti l’incipit rappresenta proprio ciò di cui abbiamo parlato fino ad adesso forse anche in virtù del fatto che i manga stessi hanno per prima influenzato i videogiochi. Quest’ultima tesi più che una certezza assoluta rimane una possibilità, concreta ma pur sempre una possibilità, certo è che quanto meno rappresenta un importante spunto di riflessione.

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Amicizia e Rivalità negli Anime.

Concomitanti, a volte simili, ma in realtà molto diverse.

Amicizia e Rivalità sono elementi narrativi molto spesso presenti in fatiche letterarie, filmiche ed artistiche; data quindi la loro natura prettamente inerente ai generi, abbracciano nel medesimo modo anche gli anime.

Gli autori da sempre usano questi due tasselli fondamentali nelle loro storie e con il tempo sono riusciti a farci abituare all’idea di accostarli perennemente fino a quasi a farceli confondere ed in alcuni casi fonderli. Detto questo quindi, per quanto potrebbe sembrare ovvio e scontato, è giusto che io vi ricordi che non solo sono due cose del tutto differenti ma anche che molto spesso non concorrono neanche insieme.

Laddove in un narrato vi possa essere tra due soggetti amicizia potrebbe non esserci rivalità, così come è valido anche il contrario, cosi come è valida anche la presenza di entrambe.

Midoriya e Bakugo: Rivali ma non amici

Questione di genere.

Quando si parla di amicizia e rivalità negli anime la mente viaggia subito verso il panorama Shonen Battle per due motivi fondamentali riguardanti due tipologie di fruitori del media: il consumatore occasionale e quello più esperto.

Non è infatti un mistero che il consumatore occasione si butti a capofitto sul prodotto di moda in quel momento ed indovinate un po! Qual’è il prodotto sempre di moda in questo ambito? Esatto! Il nuovo Shonen Battle di turno da almeno 100 puntate o più.

Per l’esperto la questione cambia invece: nonostante lui sia consapevole che quel microcosmo possa essere presente tanto in uno Spokon quanto in uno Slice of Life gli è comunque difficile immaginarseli come esempi figurativi, poichè in anime da 12 o 24 puntate è difficile ci sia spazio per un approfondimento psicologico così calzante da ricordarcelo in modo chiaro come invece fa un’avventura che ti accompagna per una più grande porzione della tua vita. Ciò che ho appena descritto è anche il motivo del perchè nonostante la rivalità tra Ban e Meliodas di Nanatsu no Taizai ,derivante da uno shonen battle, chiunque di noi si sarà ricordato prima quella tra Goku e Vegeta; Dragon Ball non solo ci ha accompagnato per un periodo più lungo della nostra vita ma anche in uno diverso e per molti di noi più nostalgico, semplicemente è più memorabile.

Goku e Vegeta, amici e rivali

Siccome anche io sono vittima di questa cosa voglio parlarvi brevemente dei rapporti di rivalità/amicia proprio in Dragon Ball, Boku no Hero Academia e Naruto (mica potevamo escludere Naruto da sto discorso, eh!); per poi in seguito tratte le mie conclusioni generali e finali.

Goku e Vegeta.

La caratteristica del rapporto tra Goku e Vegeta, molto spesso riscontrabile in storie del tipo, è che Vegeta prima di essere in una relazione almeno decente con Goku è stato un suo nemico e non uno qualsiasi ma il Main Villain di un’ intera saga. Nello scontro con Freezer, Vegeta si rende conto di essere inferiore a Goku e pure di parecchio; da quel momento in poi deciderà di rincorrerlo per poterlo superare e ripete sistematicamente questo ciclo ogni qual volta che Goku diventi nuovamente più forte di lui. Durante la saga di Majin Buu il Principe dei Sayan si confessa parlandoci di quanto fosse disperato nell’essere stato reso così umano da Goku e compagni, è perciò intuibile come nonostante il più stempiato degli scimmioni volesse bene a Bulma e Trunks probabilmente si era fatto una famiglia almeno in parte per spirito di competizione con il guerriero dall’acconciatura più riconoscibile di sempre. Alla fine della medesima saga, Vegeta si confessa di nuovo nel considerare Kakarot il migliore; sia in GT che in Super nonostante non ritorni sui suoi passi cede comunque a quel tarlo nel cervello che agisce sulla sua inerzia e continua a trascinare stancamente il suo orgoglioso ego fino ad un muro con sopra scritto NUMERO DUE.

Dopo l’incontro con Beerus tutte la nostre considerazioni riguardo l’incrocio di intenzioni tra i due devono essere riviste: Goku per la prima volta PERDE in maniera definitiva e senza appello!! Ed è li che Goku capisce che il desiderio di scontrarsi con i più forti gli deriva solo in parte dalla volontà di proteggere, quello che veramente vuole è semplicemente COMBATTERE! Ed è per questo che la rivalità tra Goku e Vegeta è unilaterale, solo il secondo considera l’altro un rivale; al primo non gliene frega niente di superarlo se mai dovesse divenire nuovamente più forte di lui, vuole solo menare le mani. Questo è anche il motivo del perchè Vegeta sarà sempre il numero due: Vegeta fa qualcosa in relazione a quello che fa un altro, Goku quando fa qualcosa lo fa solamente per lui.

Midoriya e Bakugo.

Durante la visione di My Hero Academia si potrebbe essere tratti in inganno dal fatto che nei ricordi di Deku da piccolo sembrerebbe che lui e Kacchan fossero amici, quando in realtà solo il protagonista considerava il secondo tale; Bakugo se lo teneva intorno per vantarsi delle sue capacità superiori e qualche volta sfogarsi fisicamente. Il salto temporale che divide la loro infanzia dall’adolescenza oltre a separare i due, rende anche le loro caratteristiche più accentuate: Kacchan è un bullo convinto del suo troneggiare sugl’altri, Deku è un ragazzino rimesso e sognatore che in cuor suo ha già perso le speranze di poter anche solo competere con il resto del mondo vista la sua impossibilità nello sviluppo di un potere.

L’animo sognatore di Midoriya è ciò che forse da più fastidio alla sua controparte, entrambi vogliono entrare alla scuola per supereroi migliore del Giappone: come? com’è possibile che quella nullità voglia potersi confrontare sul mio stesso terreno? Probabilmente è questo che Bakugo avrà pensato all’epoca, la mazzata finale per lui arriva quando nel medesimo arco narrativo Deku, cercando di salvare il suo esplosivo compare, dimostra di possederne quantomeno lo stesso coraggio. In tutto questo non si capisce molto bene se comunque per Midoriya Bakugo è ancora un amico o se lo tratta con tanta delicatezza per via della sua bontà d’animo.

Fatto sta che nel prosieguo della storia arriviamo al loro scontro risolutivo sia ideologico che fisico, entrambi ammirano fortemente l’eroe numero uno All Might ed entrambi si ritengono degli di rappresentarlo come nuovi eroi numero uno in futuro. Tanti eventi separano l’incipit del loro rapporto da questo primo vero contatto tra i due: Midoriya viene ammesso alla Yuei grazie ad un potere che Kacchan non comprende, Deku vince la sfida di salvataggio a squadre, Bakugo vince il torneo del festival sportivo, Bakugo sviluppa la sua vera prima amicizia con Kirishima, Bakugo viene rapito e Midoriya lo salva ; questa serie di alti e bassi vissuti da entrambi comporterà lo sviluppo di due assets psicologici perpendicolari: Kacchan ha capito che non è il migliore e che se lo vuole essere deve impegnarsi e non sottovalutare gl’altri, mentre il protagonista si rende conto di essere diventato forte e di poter competere. Dopo la vittoria di Bakugo quest’ultimo, rimanendo amareggiato dal fatto che comunque All Might aveva già scelto il suo seguace in Deku, continuerà con la sua linea di pensiero ma spronerà il suo rivale a fare sempre meglio temendolo nel contempo.

Naruto e Sasuke.

Nell’epica avventura del Ninja Biondo gli scontri sono solamente una parafrasi sul piano fisico di una battaglia più complessa e stratificata che avviene nelle menti dei guerrieri su un piano metafisico. Ciò può essere dichiarato con una certa leggerezza visto il concetto più volte ribadito nell’anime secondo il quale i guerrieri migliori riescono a capirsi solo combattendo. Il rapporto tra i due può essere tranquillamente sintetizzato in tre punti fondamentali poichè, anche tralasciando il resto della storia, il più massiccio sviluppo delle loro intenzioni nei confronti l’uno dell’altro avviene proprio in quei 3 punti fondamentali:

  1. Durante l’infanzia nel villaggio di Konoha Naruto e Sasuke sono praticamente uguali, sono entrambi soli; la differenza è nel come succede e nel come si reagisce. Naruto non ha consapevolezza di quello che è successo alla sua famiglia, Sasuke dal canto suo invece si; e proprio per questo decide di immettere il suo talento innato in un rigoroso allenamento. Naruto invece cedendo alla tentazione dei non talentuosi agisce sempre in maniera svogliata e pigra. In tutto questo nonostante Sasuke sia apprezzato e ben voluto da tutti si sente comunque tagliato fuori dal mondo, l’unica consolazione che entrambi posseggono è la consapevolezza di essere sulla stessa barca e proprio per questo amici inconsapevoli
  2. Quando Naruto decide di andare a recuperare Sasuke la prima volta si è già reso conto di considerarlo un amico e la stessa cosa vale per il ninja corvino; il loro scontro ideologico si basa sul fatto che Naruto non possa realmente capire il dolore di Sasuke, in quanto il primo è stato solo da sempre mentre il secondo ha perso qualcosa che ricorda. La rivalità tra i due finisce in questo punto e da qui comincia invece lo sviluppo dell’affetto che li lega, Naruto difatti è in questa occasione che cerca di inculcare alla controparte il suo sentirsi legato a lui da un filo che non vorrà mai spezzare
  3. Nello scontro finale i due amici si sono già compresi, ora semplicemente combattono per imporre sull’altro il loro punto di vista che con le esperienze è diventato più stratificato e complesso. Fino ad un istante prima erano felici, felici di aver potuto di nuovo collaborare contro un nemico comune spingendo fino a limiti massimi la loro rivalità ma dopo tutto cambia di nuovo: e da una parte abbiamo Sasuke con la sua convinzione che per governare e scacciare il male dal mondo ci voglia la forza e dall’altra Naruto convinto della maggiore importanza di amicizia e collaborazione (analisi filosofica insufficiente me ne rendo conto, ma è per amore di sunto). Su piano fisico pareggeranno, su quello mentale vincerà Naruto.
Naruto e Sasuke: molto più amici che rivali

Considerazioni finali.

Ve lo dico subito: tra i tre sviluppi quello più banale per me è quello tra Bakugo e Midoriya, sopratutto perchè poco emozionale, anche nel picco massimo.

La forza della narrazione del rapporto di Sasuke e Naruto riesce invece ad essere devastante poichè nel loro mondo ogni personaggio ha una filosofia di vita ben costruita e sviluppata che mette in campo ogni volta che combatte. Il fatto che nonostante questo i due modi di vedere contrapposti del ragazzo volpe e dell’emo in fiamme siano così troneggianti su tutto il resto rende il loro sviluppo ineguagliabile.

In ultima istanza è interessante notare come Dragon Ball , l’anime che ha reso così celebre e mainstream lo shonen battle nel mondo, ad un certo punto con un twist rimescoli le carte in gioco; settando probabilmente il nuovo metro di paragone a livello narrativo per quanto riguarda lo sviluppo di un’amicizia/rivalità.

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