Un pensiero sugli Anime… In Prosa.

Anime: “A Silent Voice”

Mi guardo un Anime.

Mi guardo un Anime… Quante volte ho pronunciato queste parole.

Mi guardo un Anime… Il lucido riflesso di uno schermo, qual compagno fidato.

Mi guardo un Anime… Che nel mentre la vita scorre.

I ricordi di alcuni momenti passano fugaci tra una mano nei capelli ed una sulla tastiera e fu proprio li che imparai l’odore delle sei del mattino.

I colori di un alba calda e rossiccia e l’emozione mista al brivido di essere consapevoli di qualcosa di speciale, in quel momento precluso a tutti tranne che a me, ho vissuto una storia meravigliosa che già mi manca… che già ne vorrei ancora.

Chiudendo gli occhi posso sforzarmi di sentire un fresco leggero che già da prima stimola il mio malizioso sorriso; ne rimembro. Ne rimembro di mondi fantastici che nessuno può sperare di viverne di simili, nel buio, nell’ansia, nella gioia, la tristezza, le risate, lo stupore e il batticuore. Ne rimembro.

Ma mai niente è sempre uguale e rimembro anche altro. Il dolore, la fatica, la paura e la privazione. Quanto è dura possedere passione ed ossessione e non poterle vivere ne esprimere fintanto che esse diventano feticcio e droga del sentire uno scopo, del sentire una vita, del sentire la tua vita. Un qualcosa che non sentirà mai il peso degl’anni.

Eppure la sento ancora, anche adesso. Sento ancora la calda e silenziosa coccola della notte dove nessuno giudica e tutti siamo uguali. I momenti di riflessione, il crescere del corpo nei pigiami, le lunghe pause. Ricordo tutto, persino le lacrime ed i su e giù nella stanza.

Com’è possibile mi domando? E la risposta ancora chiara non è, ancora la sto cercando che si nasconde… tra le pieghe della mia mente e del mio cuore. E se ne volessi di più? E se potessi fare di più? Quesiti questi che scandiscono giornate intere siano esse di pioggia o di sole, ma in vero preferisco l’acqua che scende dal grigiume di un cielo pezzato piuttosto che le lance di luce così poco rispettose dell’intimità altrui.

Chissà se quando mi resi conto del profondo disagio era un giorno di sole? Quello non riesco a riportarlo alla mente, ma d’altronde non riesco comunque a farlo con tutto, sicuramente ho perso dei pezzi per strada e a quel pensiero il disagio si acuisce.

Cos’è quella sensazione? Cos’è quella morsa al petto che stringe talmente forte da bloccare gambe e respiro? Perchè quelle lacrime agl’occhi ed il viso così tanto strizzato verso il centro? Cos’è? Che rabbia non saperlo… Oppure lo so? Oppure lo so ma non lo capisco? Oppure lo so ma non lo voglio ammettere?

E se fosse poca appartenenza a questo mondo? Se sentissi di non dover essere qui e di scappare, dove andrei? Probabilmente in quei fantastici luoghi di cui tante parole proferisco. Vado a letto che loro mi chiamano, l’indugiare delle mie fantasie vola per lidi sconosciuti ai più, ma è solo un illusione momentanea… il mio corpo resta bloccato qui.

Arriverà presto un altro giorno ad intimarmi la malinconia e la nostalgia nei ricordi di qualcosa e di qualcuno che non sono mai esistiti.

Mi guardo un Anime… Che il tempo è già poco.

Mi guardo un Anime… Che la voglia e la quantità mai si affievoliscono.

Mi guardo un Anime… Che nel mentre la vita scorre.

– Salvatore Savino

Vi ricordo di: seguirmi su Facebook e su Instagram oltre che qui sul Blog. Ricondividete l’Articolo e lasciate Like ovunque lo possiate lasciare; commentate, aprite un dibattito ed interagite con me che rispondo a tutti.