Sottogeneri e Complementari dei Macrogruppi: “Shonen”, “Shojo” e “Seinen”.

Questo articolo è la diretta continuazione di “SSS: “Shonen”, “Shojo” e “Seinen””, quindi se ancora non lo avete letto o non sapete di cosa si stia parlando vi invito a dargli una letta.

Riprendiamo quindi da dove ci eravamo interrotti la volta scorsa andando ad enunciare ed elencare, per l’appunto i sottogeneri e complementari delle tre grandi Macrocategorie di cui abbiamo già abbondantemente parlato.

Yuri!!! on Ice: Spokon con forti influenze Shonen-ai

“Kodomo”: sottogenere dello shonen intesi come storie per bambini, quindi pur sempre di opere per ragazzi si sta parlando ma indirizzati ad un target più specifico con un range di età più ridotto rispetto ai canonici 3-18. Si potrebbe dire 3-10; stiamo comunque parlando di opere fruibili anche da ragazzi un po’ più cresciuti, ma difficilmente godibili. Ragionamento in verità un po’ fallace poichè “Doraemon” può essere fruito anche da un venticinquenne ma difficilmente lo portà appassionare o intrattenere, conseguentemente il ragionamento di prima può essere espanso a tutte le età e ricalcato per ogni genere. Difatti “Rossana” potrebbe essere visto anche da un maschietto ma difficilmente lo farà. Va da se che comunque i kodomo non fanno distinzioni di genere proprio per l’età di riferimento così bassa; quindi nel target rientrano anche le femminuccie, ciò ne risulta in un sottogenere non soltanto shonen ma anche shojo. Anche se ci tengo a fare una precisazione in merito: nonostante in Giappone il concetto di cartone animato sia molto più radicato nella cultura della vita di tutti i giorni è comunque più massivo l’uso dello stesso come mezzo di intrattenimento da parte del genere maschile.

“Spokon”: vi rimando all’articolo in cui ne parlo dettagliatamente. Ma per continuare con la lettura di questo articolo vi è sufficiente sapere che sono i manga a tema sportivo.

“Doraemon”: forse il più grande esponente dei Kodomo

“Shonen Battle”: se lo shonen è in generale il manga rivolto ai ragazzi, lo shonen battle è quel tipo di manga rivolto ai ragazzi con delle caratteristiche peculari che fanno l’occhiolino ai combattimenti tra i vari personaggi dell’opera. Queste caratteristiche sono: ipertrofia argomentativa riguardante lo scontro fisico, allenamento, capacità e/o poteri, rivalità e/o amicizia tra comprimari, forti ideologie sulla giustizia, la forza, la protezione, il coraggio, il sacrificio. Poi ovviamente le tipologie possono influenzare queste caratteristiche modificandole, facendole sparire o aggiungendone altre ma in generale quella è la linea guida.

“Shonen-ai”: altra sottocategoria dello shonen dove viene trattata la tematica dell’omosessualità tra maschi, solitamente in modo molto soft senza quasi mai sconfinare nella sessualità vera e propria. Ci si concentra particolarmente sul fattore sentimentale. Notare che il target è shonen! Ciò vuol dire che questi manga e anime sono concepiti per i ragazzi, non per le ragazze! Questo è possibile grazie al fatto che l’omosessualità in Giappone è molto più diffusa e accettata che in altri paesi del mondo, come l’Italia per esempio, comunque vi rimando alla pagina Wikipedia trattante l’argomento se voleste approfondire.

“Chihayafuru”: Spokon con forti tinte “Josei”

“Yaoi”: invece qui si va proprio ad approfondire l’aspetto fisico delle relazioni omosessuali tra maschi, le scene indugiano molto sull’essere esplicite ma non si sconfina mai nel campo della pornografia vera e propria. Va da se che in questo caso il target è indirizzato vero l’altra metà del cielo.

Shojo-ai“: è la stessa cosa dello shonen-ai ma per la metà del mondo con i capelli lunghi e profumati.

“Sakura Trick” in quanto “Yuri” avrà fatto felici molti ragazzi all’epoca

“Yuri”: similmente alla relazione che c’è tra shonen-ai e yaoi avviene la stessa cosa per shojo-ai e yuri.

“Josei”: l’indirizzamento Josei riguarda le giovani donne che non sono più ragazze. Le tematiche virano dalla scuola e dai primi amori di un shojo per trattare del lavoro, dell’università, della famiglia di origine e di quella costituita e in generale delle sfide di tutti i giorni di una donna adulta. Notare come nonostante esista questa sottocategoria del seinen, non esista la controparte maschile; forse perchè il seinen già di per sè è più fortemente indirizzato al pubblico maschile nonostante sia inclusivo di entrambi i sessi. In ciò troviamo, forse, un parallelismo con il discorso fatto per i kodama.

“Citrus”: genere Shojo-ai con una bella spinta Yuri

“Isekai”: “l’Isekai è un sottogenere del Fantasy riguardante la traslazione di un protagonista dal nostro mondo ad un’altro. Le caratteristiche di questo nuovo mondo devono essere di stampo prettamente fantastico con forti rimandi all’Epica Tolkeniana. Pochissimi sono i casi che sfuggono all’ultima postilla”. Questa è una definizione di rimando presa pari da un altro articolo. Per trattare meglio l’argomento, cliccando qui vi è l’articolo di rimando.

“Hentai”: il tanto bistrattato (senza senso o motivo per farlo poi) anime o manga di genere pornografico. Ora, ci sarebbe da fare tutto un discorso che riunisce in se: hentai, shonen-ai, yuri, shojo-ai yaoi in correlazione agli usi e costumi oltre che alla cultura giapponese; ma questa non è la sede per farlo, ci terremo l’argomento per un altro articolo.

C’è altro?

In realtà no. Cioè, nel senso: esiste anche la classificazione per tipologia, oltre al fatto che dietro ogni genere vi è una storia, una evoluzione e un indagine; ma come per il discorso sull’omosessualità e la pornografia in Giappone, questa non è la sede adatta. Anche solo per non allungare inutilmente il brodo in pagine su pagine che poi dopo un tot perdete la concentrazione e non leggete più.

“Semplicemente, come per tutti gli articoli di questa risma, ora sapete qualcosa in più di questo mondo. Quello è sempre il mio scopo: farvi acculturare nel mio campo di conoscenza, d’altronde è così che si crea una Community. Io imparo come insegnare e voi imparate ciò di cui io tratto, in questo modo si crea un rapporto simbiontico per il quale più il progetto aumenta di portata e di lunghezza temporale più l’affiatamento generale diventa comburente. Così da renderci un gruppo; singoli ma appartenenti a qualcosa di più grande, di più bello. E chissà che con questo in futuro non possa nascere qualcosa di ancora più figo: tipo la creazione di un anime tutti insieme, ah!… Qualcosa mi dice che sta per arrivare un Nuovo Format…”.

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Pubblicato da

Balverino

Ho iniziato a guardare seriamente anime da quando avevo vent'anni collezionando la visione di 600 opere circa e sviluppando un mio personalissimo gusto. La passione è diventata velocemente un'ossessione fino a degenerare nel fanatismo. Ho bisogno di condividerlo altrimenti straripa. Il progetto è quello di divenire il principale punto di riferimento nella cultura anime italiana per poterla espandere. Autodidatta in ambito di analisi tecniche e narrative, le mie visioni non sono hobby ma veri e propri studi; ciò in vero traspare non poco dal mio stile a tratti così peculiare da dover essere definito con un nuovo termine: "Ortodosso Unico".

2 pensieri su “Sottogeneri e Complementari dei Macrogruppi: “Shonen”, “Shojo” e “Seinen”.”

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